IL PENSIERO DELLA PROPRIA MORTE

Quanto tempo ci rimane da vivere su questa terra? Ha importanza domandarselo frequentemente?
Sì, ha molta importanza perché ciò ci potrebbe spronare a vivere più intensamente cercando l’unione con Dio, cercando di evitare i peccati ed amando di più il prossimo. Tutti i santi avevano sempre in mente l’ora della loro morte terrena, perché costituiva la rinascita nell’aldilà, l’incontro con il Signore misericordioso.
La morte terrena, dovremmo esserne consapevoli, non è qualcosa di lontano.
Se ci guardiamo a ritroso notiamo che il tempo trascorso è solo un vago ricordo della nostra mente. Noi ricordiamo una piccolissima parte del passato, considerando che  una sola giornata è formata da 86400 secondi ed un anno solare da 31.536.000 secondi circa. Comunque siamo sempre proiettati nel futuro perché nessuno ferma il tempo.
San Paolo diceva: “Se siete risorti con Cristo pensate alle cose di lassù!”
Noi dovremmo già vivere un anticipo della dimensione che ci aspetta. Se non lo facciamo perdiamo il nostro prezioso tempo che il Signore misericordioso ha stabilito per la nostra salvezza eterna. E’ proprio in questa vita terrena che noi abbiamo la possibilità di impostare seriamente l’eternità, perché così come viviamo, moriamo. Se abbiamo scelto l’egoismo e l’ateismo moriremo egoisti... ma come ci presenteremo davanti a Colui che non abbiamo mai accettato?
Se siamo immersi nei vizi moriremo alienati da noi stessi perché non abbiamo scelto di vivere orientati verso il Creatore che ha stabilito le leggi per condurci nel Regno dell’Amore.
Sull’eternità non si può giocare. Ognuno di noi dovrebbe vivere chiedendo misericordia al Padre, solidarietà al Figlio e aiuto allo Spirito Santo.
Ma ci vuole fede e bisogna chiederla continuamente nella preghiera, la quale se fatta con il cuore ci può salvare.
Il pensiero della propria morte non deve però turbarci.
“O morte, morte, come ti si può temere se in te è la vita!” - scriveva Santa Teresa d’Avila
“Il passato ci riempie di rimorsi, il presente di disgusto, l'avvenire di timori: abbandoniamoci in braccio alla Provvidenza divina! (Sant’Alfonso Maria Fusco)”
“La morte non è la fine, ma il fine di una esistenza. Uno muore come ha vissuto.” (don Luigi Trapelli)
“Gli uomini muoiono di momento in momento, le nostre cellule muoiono e si rinnovano continuamente nel perenne miracolo della vita.  La paura e gli spasimi della morte, nonché la sua ineluttabilità incombono sul mondo come una spessa nuvola nera. Niente di strano che anche tu abbia paura della morte.  Ma quando sai che solo il corpo muore e non la tua coscienza immortale, la paura svanisce…” (Nisargadatta Maharaji)
Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in me.
Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore vivrà.
(Vangelo di Giovanni)

 

Pier Angelo Piai

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ritratto di piaipi
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