Rugaà
Rugaà
vide-oart
Song: proteo / finisterre / dilated
Artist: garuà
Written, directed & edited by: Gianluca Zenone
Production: echelon_inc. DV IT 2009/2010
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SINOSSI DEL FILM
Da uno schermo bianco si forma il numero che con la sua complessità sviluppa la forma geometrica che a sua volta genera la figura umana. Alla figura viene dato colore e la possibilità di evolversi.
Poiché la figura non possiede ancora un'identità, in suo aiuto interviene una sorta di deus ex machina che le svela il mondo al di là dello schermo del video; la nostra realtà. In questa nuova dimensione la figura avrà i mezzi per prendere coscienza di sé, attraverso le emozioni, per trovare l'identità di cui è alla ricerca.
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PREMI & RICONOSCIMENTI
2009 - RAVELLO FESTIVAL "Selezione Ufficiale" -
°"Sezione Cine-Music" intitolata a Greta Garbo
°Dir.Art.: Rita Wertmuller
(Nella versione Installativa)
2009 - M. E. I. "Riconoscimento Speciale" -
°"Rassegna Cinema Musicale Indipendente"
(Nella versione integrata con il titolo:"LA CORNICE DEL QUADRO IN MOVIMENTO (Un film sul film Rugaà)"
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JAZZ - MOVIE
"Mi piace pensare alla realizzazione di un film come ad un concerto jazz"
Zbig Rybczinsky
Analizzando il metodo di esecuzione del concerto jazz, ho associato la tecnica di meditazione basata sui mantra.
Infatti, come il jazz in origine consisteva in variazioni melodiche improvvisate continuamente in base all'istinto del momento e per un lasso di tempo molto lungo, così una frase cantata o semplicemente enunciata ripetutamente (ovvero il mantra), permette di entrare in uno stato di coscienza che porta all'astrazione dello spirito.
Questo processo di astrazione avviene grazie al mutamento delle onde cerebrali Beta (stato di veglia) in onde Alfa (stato di quiete vigile), modificando la percezione ordinaria del tempo.
Per realizzare questo video il mio approccio è stato analogo a quello usato nella pratica mantrica e nell'improvvisazione jazz. Con questo metodo ho cercato di dare all'opera più libertà di espressione possibile.
Coniando il termine di "jazz movie", intendo un'opera ideata, concepita, realizzata, ripresa, diretta e montata come fosse un'esecuzione jazz.
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DICHIARAZIONE
Considerando il video una realtà ordinata da leggi proprie, ho indagato l'identità di quella dimensione, il suo linguaggio, l'analisi dei mezzi utilizzati e le possibilità di soluzioni che essi offrono. Ho considerato quindi il mezzo video dal principio della sua "realtà": dallo schermo bianco (la sintesi dei colori luce), passando per la composizione di numeri che formano pixel, che a loro volta formano linee base di qualunque forma geometrica, che a sua volta crea la figura. Concependo poi il colore, ho composto il quadro dell'immagine sviluppando i concetti di spazio e di tempo legati al video. Tendendo a lasciare da parte ogni ragionamento legato al concetto e all'iconografia, che sono stati frutto del mio approccio istintivo. Partendo dal presupposto che il tempo e lo spazio in video risultano solo artifici, li ho intesi come strumenti propri del mezzo, per poter giocare con le sue potenzialità. Ad esempio, la messa in scena rappresentata con i due attori è caratterizzata dal fatto che entrambi sono stati ripresi separatamente in momenti differenti. La sfida che mi sono posto è stata quella di catturare le interpretazioni di entrambi, caratterizzate da diverse porzioni temporali, all'interno della stessa inquadratura, dando così l'illusione allo spettatore che i due attori occupino lo stesso spazio nello stesso tempo. Al fine di creare una porzione di tempo non riconoscibile convenzionalmente, cercando un'alternativa alla realtà che avevo catturato riprendendola.
Dall'analisi del mezzo quindi, fino a quella del concetto stesso della messa in scena. Ho considerato superfluo ogni accorgimento tecnico mirato alla spettacolarizzazione e di conseguenza mi sono volutamente avvalso di materiale limitato. In ultima analisi, considero Rugaà un film-saggio sperimentale sulla forma, sul colore e sul concetto di spazio-tempo.
Nel V° sec. a.c. un proverbio greco diceva "la musica non udita è migliore di quella udita".
Tale concetto è secondo me oggi applicabile all'immagine in movimento.
Gianluca Zenone 2010
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