L'AMORE NON CROLLA MAI
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L'amore non crolla mai
Onna, 11 giugno 1944.
Nel piccolo centro vicino L’Aquila, dopo una breve operazione di rastrellamento, i tedeschi fucilano 17 uomini tra i 17 e 44 anni.
Uno dei soldati, durante la fucilazione, spara verso il basso e quando i suoi compagni s’allontanano si ferma visibilmente sconvolto davanti ai corpi esanimi.
Un bambino, terrorizzato, fissa il giovane soldato tedesco.
Ecco i nomi dei 17 martiri di Onna uccisi l'11 giugno 1944: Alfredo Paolucci (25 anni); Antonio Evangelista (18 anni); Ermenegildo Di Vincenzo (38 anni); Domenico Paolucci (31 anni); Giuseppe Marzolo (29 anni); Mario Marzolo (24 anni); Osvaldo Paolucci (21 anni); Zaccaria Colaianni (38 anni); Gaudenzio Tarquini (19 anni); Renato De Felice (44 anni); Pio Pezzopane (17 anni); Igino Pezzopane (16 anni), Cristina Papola (17 anni); Bartolina De Paulis (53 anni); Rosmunda Ludovici (25 anni), Luigino Ciocca (15 anni), Pasquale Pezzopane (18 anni).
Onna, giorni nostri.
Il paesino, agricolo e pastorale, è altresì residenza di ragazzi di tutta Italia che trovano, a basso costo, abitazioni poco distanti dalla famosa Università de L’Aquila.
La piazza principale è l’unico posto di ritrovo per gli abitanti, luogo d’incontro per i giovani, senza valide alternative d’evasione, e le vecchie generazioni che, pur tra mille difficoltà economiche e sociali della vita quotidiana trasmettono loro la forza e la dignità d’andare avanti.
Per sei di questi giovani in particolare, nonostante la differenza di cultura e di personalità, lo stare insieme è l’unico modo di socializzazione, viste le scarse alternative in loco.
Antonio, originario del paese, molto attaccato alle sue tradizioni, è molto ben voluto dalla gente del posto: sempre pronto ad aiutare il prossimo è un costante punto di riferimento per i giovani del paese.
Orfano di padre e madre è cresciuto con il nonno Francesco, testimone oculare, da piccolo, del famoso eccidio di cui ne è rimasto marchiato, conferendogli cosi valori autentici con il quale ha educato il giovane.
Antonio lavora a bottega con il nonno talvolta aiutati dalla sua fidanzata Cristina, con la quale è cresciuto insieme.
La ragazza è studente di medicina all’università dell’Aquila, con il sogno, continuamente manifestato, d’andar via dal paese per dedicarsi alle persone che soffrono nel mondo.
La loro relazione viene messa spesso in difficoltà da interferenze di altri ragazzi.
Uno di essi è Giuseppe, che ambisce alla leadership del gruppo, creando tensione al suo interno e nel loro rapporto: figlio di un emigrante siciliano, con un carattere difficile dovuto ad un’infanzia infelice, lavora in un officina per pagarsi gli studi d’ingegneria meccanica all’’università ma con l’ardente speranza di diventare attore.
Al contrario, Giovanni, il migliore amico di Antonio, è molto protettivo nei confronti della coppia e spesso, per questo, si scontra con gli altri membri del gruppo.
Giovanni lavora nella trattoria del padre, Renzo,ed è sempre a conoscenza di tutti gli intrighi del paese, prodigandosi di conseguenza, nel dare consigli a chi ne ha bisogno.
Anche Cristina ha un’amica, Sara, che sfrutta la sua amicizia, per farsi accettare, con mezzi poco ortodossi, dal gruppo.
Sara , figlia di un grosso imprenditore Campano, snob e piena di sé, vive ad Onna per allontanarsi dal controllo dei genitori,
approfittandone per condurre un’esistenza libertina.
Lo stesso atteggiamento mostra Mario, appena laureato in medicina.
Di famiglia ricca, gira con auto di lusso e vestiti firmati, finto intellettuale con l’unico scopo di far colpo sulle donne,peraltro con scarsi risultati.
Riesce però, abilmente, ad ammaliare Cristina, facendo leva sul suo profondo desiderio, noto a tutti, di dedicarsi a chi soffre.
Le prospetta infatti la possibilità concreta, grazie ad un suo amico medico, di recarsi in Uganda, presso un nuovo centro di solidarietà e soccorso per bambini.
La ragazza è combattuta tra il desiderio di partire ed il dolore nel lasciare Antonio.
Quest’ultimo a sua volta non apprende affatto bene la notizia ed il loro rapporto, inevitabilmente, entra in una profonda crisi di cui approfitta, furbescamente, Sara consolando Antonio a suo modo.
Giuseppe ne viene a conoscenza e , malignamente, lo riferisce a Cristina, che, a quel punto, matura l’idea di partire sul serio.
Giovanni invece, profondamente colpito dalla vicenda, si muove in modo diverso indagando su Mario e scoprendo che la proposta fatta a Cristina è un sordido inganno in quanto il famoso contatto in Uganda in realtà altro non è che un amico che, per ricambiare un favore, si spaccia al telefono per un medico dislocato nel paese africano.
Giovanni scoperto l’imbroglio si reca da Antonio e lo trova a letto con Sara.
Contemporaneamente Cristina, a casa sua, sta preparando le valigie in compagnia di Mario.
A pochi chilometri di distanza, Giuseppe esce dal teatro dell’Aquila con in tasca il contratto di protagonista di uno spettacolo e , felice, va a dirlo a Cristina verso cui nutre, segretamente, una grande passione.
Anche Antonio, Giovanni ed una poco convinta Sara, con lo scopo di smascherare Mario e chiarire la situazione, vanno da Cristina.
I sei si ritrovano cosi tutti insieme e ne nasce, inevitabilmente, un’accesa discussione che si protrae per parecchio tempo.
Ore 03.32 terremoto ad Onna.
Una terribile scossa devasta il piccolo paese quasi completamente.
Il panico è totale.
Un ala del palazzo in cui abita Cristina crolla inesorabilmente coinvolgendo il solo Giuseppe che rimane sotto le macerie mentre gli altri, impauriti e tra mille difficoltà, riescono a mettersi in salvo.
Attorno a loro, traumatizzati, si presenta una scena apocalittica: quasi tutto il paese raso al suolo, gente che urla, piange, si dispera, fugge di qua e di là, lamenti di dolore.
Solo dopo essersi ripresi s’accorgono che Giuseppe non è con loro e , come prima reazione, lo cercano sotto le macerie scavando freneticamente con tutto quello che trovano.
Antonio, colpito da un pensiero improvviso, corre verso casa e la trova completamente distrutta.
Disperato piange di dolore e, senza pensarci, a mani nude, si fa spazio tra le macerie rinvenendo il nonno in fin di vita, ma con la forza di rivolgergli un’ultima parola di speranza, alimentando paradossalmente il suo strazio.
I media quasi subito danno la notizia della catastrofe e comincia una mobilitazione generale di solidarietà in Italia.
I primi ad intervenire sono gli stessi scampati del posto, cercando eventuali sopravvissuti, salvando le prime vite.
I quattro del gruppo più Antonio che li ha di nuovo raggiunti continuano a scavare i resti della casa di Cristina ed aiutati dai Vigili del fuoco, ai quali spiegano la situazione, trovano infine il corpo senza vita di Giuseppe: dalla tasca del giubbotto sporge il famoso contratto teatrale che uno dei vigili porge a Cristina.
I dissidi passati, le incomprensioni, le fratture del gruppo vengono di colpo ricomposti dalla morte, lasciando spazio alla solidarietà.
Giovanni ritrova il padre illeso, un sollievo che attenua in parte l’ennesimo duro colpo derivante dalla distruzione della trattoria.
Ben presto l’Aquila e tutti i paesi coinvolti, Onna compresa, sono raggiunti da centinaia di volontari da tutta Italia che portano mezzi, cibo, tende, coperte e tutto il necessario per la sistemazione degli sfollati.
Vengono organizzati campi di prima accoglienza, dove anche i nostri ragazzi vengono assegnati e si delinea in tutta la sua gravità l’entità della tragedia e dell’emergenza medica, sottolineate dai media.
Cristina si offre per fornire assistenza nella tenda ospedale, Sara per un sostegno psicologico ai terremotati.
Antonio si reca a l’Aquila per conoscere le sorti di alcuni suoi amici e resta colpito dalla distruzione del glorioso teatro.
Passano i giorni e volontari, esercito, vigili del fuoco e gente comune incluso il nostro gruppo di ragazzi, si prodigano senza sosta per aiutare il prossimo a superare problemi di ogni sorta.
I campi sono tutti funzionanti e la vita che scorre al loro interno pian piano muta i rapporti, spesso migliorandoli, avvicinando gli uni agli altri.
Gli anziani trovano più disponibilità nei giovani ad ascoltare le loro storie, elargendo il loro tesoro di saggezza e ricevendone quella compagnia che in passato era mancata.
I bambini riscoprono il gioco all’aria aperta e dimenticano almeno per un po’ la malia incantatrice della televisione.
Arriva inaspettata a dare una mano per la ricostruzione anche una delegazione di tedeschi, guidata dal nipote del soldato che più di sessant’anni prima aveva mostrato il suo dissenso silenzioso per la strage e compassione per le vittime.
Nell’ affrontare i mille problemi di ogni giorno la cooperazione
tra i ragazzi fa miracoli.
Antonio e Cristina tornano insieme, Sara cambia totalmente atteggiamento facendo arrivare una congrua somma di danaro dai suoi genitori e Mario vende la sua prestigiosa auto per acquistare due autoambulanze per i soccorsi.
Naturalmente Giovanni non è da meno nel suo sforzo per aiutare in qualsiasi modo possibile i suoi compaesani.
Durante un momento di pausa, mentre il gruppo è impegnato a consumare un meritato pasto, Antonio ha una grandiosa idea: creare uno spettacolo teatrale in un teatro tenda in memoria di Giuseppe ed a favore della ricostruzione.
L’idea è accolta con favore dagli altri e si mettono a promuovere una raccolta fondi a cui aderiscono perfino i volontari tedeschi.
Arriva finalmente la sera dello spettacolo, con il teatro pieno all’inverosimile e la presenza di Vip, rappresentanti dello stato e la delegazione tedesca in prima fila.
Lo spettacolo ha un grande successo sia dal punto di vista artistico che da quello della raccolta fondi che vengono impiegati per la ricostruzione.
Una nuova vita sta per ricominciare quando l’amore non crolla mai.
FINE
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