P.S. Si cerca casa di produzione e professionisti per produrre questo progetto contattare panormus.pictures@yahoo.it o 393-3027421 Roy Geraci


 


 


Generici!


 


Soggettone

 


 


15 marzo. Teo è un trentenne dall’aria simpatica e accattivante. Sta recitando. La platea, immersa nell'oscurità, partecipa emozionata.


La recita finisce, la luce si accende. Siamo nell’aula magna di una scuola: il pubblico è composto da bambini che applaudono festosi. Tra di loro c’è qualche adulto: sono gli insegnanti, i genitori e un signore sulla cinquantina, Michele. Michele è il regista dello spettacolo: un testo classico riscritto per bambini. Le madri lanciano a Teo sguardi languidi, ancora commosse.


Per la rappresentazione la direttrice della scuola dà a Michele poche decine di euro. Lui sarebbe disponibile a replicare anche gratis, ma la direttrice gli spiega che quell’evento è solo un’occasione una tantum.


18 marzo. È l’alba. Teo, a letto, viene svegliato dal trillo del cellulare. È un messaggio di Claudia, la sua fidanzata: gli ricorda che deve essere al lavoro alle sei, e gli fa gli auguri di buon compleanno. Dopo aver letto il messaggio Teo crolla di nuovo sui cuscini.


Lo risveglia la sua gatta. Teo fatica a riprendersi, ma quando si rende conto che sono le cinque e mezzo passate salta in piedi e sveglia Barbara, la sua compagna d’appartamento.


Li seguiamo mentre corrono per casa: Teo si lava i denti sotto la doccia, ma perde tempo a scaldare il latte della gatta, scongelare la carne per due cani, dare la lattuga a un criceto e nutrire un istrice. Mentre Barbara arraffa qualcosa da mangiare, Teo corre a prendere il motorino.


Barbara schizza fuori dal portone alle sei meno cinque. Partono a tutto gas.

Barbara e Teo arrivano a Cinecittà. Lasciano il motorino in un angolo e si precipitano all’ingresso. Davanti ai cancelli c’è una moltitudine di persone: sono i generici in attesa che inizi la scelta per un film di produzione americana, che assicurerà ai fortunati due mesi di lavoro continuativo.


Geppo, un capogruppo, sta urlando attraverso un megafono: Ate rotto er cazzo: uno ala vortaaa, nun vo’o fate aripete. In un caos assordante le centinaia di generici ammassati davanti ai cancelli cercano di conquistare un posto privilegiato. Qualcuno di loro ha dormito lì in un sacco a pelo e si sta svegliando adesso, ma scopre che lo hanno spostato mentre era ancora addormentato; qualcun altro sta distribuendo numeri d’ordine autogestiti; poco più in là una terza persona si sta vendendo un numero basso.


Nel caos Teo ritrova Claudia, che gli inveisce contro: come sempre Teo e Barbara sono in ritardo; lei ha preso i numeri anche per loro e se non si sbrigano perdono il turno tutti e tre. Teo si giustifica: ha fatto tardi per sfamare lo zoo che Claudia gli ha portato dentro casa. Malgrado tutto Teo la fa ridere. I due si baciano.


I generici sono in fila, passano il cancello e poi sciamano all’interno a blocchi di cinquanta. Gli aiuti dei capigruppo, che regolano il traffico, li dividono in due file: una per gli uomini ed una per le donne. In testa alla fila ci sono quattro tavoli dove i generici compilano le schede con i dati personali e ricevono il numero che dovranno esibire durante la successiva ripresa in vhs, per l’archivio della produzione.


Teo e le ragazze incontrano qualche amico: Elisa, una segretaria con la passione per il cinema; Marta, che fa la commessa in una boutique; Gigi, tipografo. Il gruppo è affiatato e divertente: ce ne accorgiamo quando scoprono che è il compleanno di Teo e gli fanno gli auguri, ognuno a modo suo.


In fila succede di tutto: gente che finge di svenire o di avere parenti malati, gente che sottovoce indica agli amici la data di un’altra scelta, gente che racconta di aver fatto film con grandi star o di aver detto battute in film di successo, gente che si mette a sbraitare Io me ne vado! Sono un attore io! Io questa merda non la faccio più!


Mentre Teo è in fila i generici vengono fatti spostare: deve passare la Mercedes di Spencer Torano, un giovane attore di successo. Teo fissa i vetri fumé dell’auto. Dentro c’è un ragazzo che guarda fuori infastidito dalla ressa. Per un istante i loro occhi si incontrano. Quando la luce cade sul finestrino il viso dell’attore viene sostituito da quello di Teo, riflesso nel vetro. È il viso di chi sta fissando un sogno.


Dalle conversazioni tra i nostri personaggi in fila capiamo che Teo fa il generico da dieci anni ma diversamente dagli altri, che considerano quell’impiego un lavoro vero e proprio, per Teo quello non è altro che il punto di passaggio verso il mestiere dell’attore. Scopriamo che in passato Teo ha studiato recitazione prendendo parte con borse di studio a molti corsi dove è stato sempre tra i migliori; ci accorgiamo che è colto e sensibile e che conosce a memoria diversi classici teatrali e le battute di molti film.


In questa scena si chiariscono anche i rapporti tra Claudia, Barbara e Teo: Barbara divide l’appartamento con Teo dai tempi in cui frequentavano assieme il corso di recitazione. È la sua amica del cuore, ma è altrettanto legata a Claudia. È critica e ironica, tratta Teo con un sarcasmo affettuoso; sa rivestire il ruolo di tramite tra Teo e il resto del gruppo, quando è necessario. Mentre sono in fila, le ragazze progettano la festa a sorpresa per il compleanno di Teo.


I generici arrivano ai tavoli. Quelli dove vengono scelti gli uomini sono relativamente tranquilli; le donne sono invece scatenate. Signore cadenti indossano minigonne vertiginose e reggipetti in grado di esibire i seni più flosci. Gareggiano in seduzione nei confronti dei capigruppo ostentando ogni tipo di attributo; quando non sono più in grado di offrire le loro grazie offrono quelle delle figlie o delle loro amiche. Dichiarano sempre taglie più basse e altezze inverosimili. Qualcuno arriva a proporre ai capigruppo regali o una percentuale sul guadagno pur di lavorare.


Ai tavoli i generici spesso vengono presi in giro; un assistente alla regia segnala le ragazze più belle aggiungendo delle stelline accanto al nome sulla lista. Le ragazze stesse confrontano il numero di stelline ricevuto. Una vecchietta chiede quanto paghino in questo film: il capogruppo risponde che la tariffa è la solita: cinquantacinque euro per nove ore lavorative: sei euro all’ora, e se non le sta bene la signora può anche andare.


L’aiuto regista arriva ai tavoli e rivolge qualche domanda alle comparse; una ragazza particolarmente carina gli infila in tasca il suo numero di telefono. Il clima si accende e la zuffa per arrivare nelle prime posizioni si infiamma.


Quando Teo arriva al tavolo, Geppo, il capogruppo, lo chiama da parte, assieme a pochi altri, per segnalarli all’aiuto regista: sono i generici bravi, quelli che possono essere usati per dire una battuta o addirittura per piccoli ruoli.


Poco più il là c’è lo spazio per la ripresa in vhs: i generici devono dire nome, cognome e data di nascita davanti all’obiettivo, esibendo il numero d’ordine. Assistiamo alle più disparate dimostrazioni di imbranataggine: il nome confuso col cognome, gente che mostra il numero al contrario, gente che non ricorda la data di nascita o non riesce a spiccicare una parola.


La scena si chiude con la ripresa di Teo, che mostra il numero alla telecamera  e dice: Teo Spiridigliozzi, nato a Roma il 18 marzo 1973. Dopo la ripresa l’operatore mette la telecamera in pausa. N el mirino notiamo anche la data: 18.3.03. L'operatore fa mente locale: grida Buon compleanno! Teo si volta e, con un bel sorriso triste, ringrazia.


Terminata la scelta i nostri protagonisti si spostano di corsa sul set dove devono lavorare quel giorno. Innanzitutto si recano nello stanzone dei costumi. Ad una decina di aste sono appese centinaia di stampelle con le targhette dei nomi: sono gli abiti obbligati dei generici che avevano cominciato una scena qualche giorno prima e devono entrare in campo con lo stesso aspetto. Un vecchio generico settantenne si dirige direttamente verso il set indossando il suo abito malconcio e rammendato; un’assistente della costumista lo riprende, ricordandogli che deve avere il vestito obbligato. Il generico le risponde: A bella, nun me posso sbaja’: so’ trent’anni che c’ho solo questo!


Mentre si cambia Teo riceve un sms: è stato convocato per un provino, una parte importante in un film. Aveva spedito il suo curriculum alcune settimane prima e ormai non ci sperava più. Per Teo questa convocazione è una grande gioia che divide con la costumista del film, una sua amica, mentre indossa il vestito di scena. La costumista gli fa i complimenti: Teo, con questo vestito sembri proprio una star.


Teo e gli amici sono sul set, impegnati in una lunga ed inutile attesa. All’improvviso gira la voce che l’attrice è pronta: l’attore ha litigato con l’assistente ai dialoghi, che adesso si sta profondendo in scuse per vedere se riesce a convincerlo a venire a lavorare. Nel frattempo occorre qualcuno che provi con l’attrice. Geppo segnala Teo all’aiuto regista. Teo legge il copione. Cominciano a provare. Teo non si limita a dare le battute ma le interpreta. È così bravo che l'attrice resta presa dalla scena. Quando Spencer Torano (il bizzoso divo ventottenne che abbiamo visto nella Mercedes) torna sul set, Teo si presenta, ma Spencer non lo degna di grande attenzione: è pronto per girare la sua scena. È una scena in un ristorante di lusso: uno dei clienti deve dire qualche battuta a Spencer a cui seguirà il dialogo tra i protagonisti. Teo dovrebbe interpretare il cliente, ma all’ultimo momento l’aiuto regista lo sostituisce con Simone, un amico del regista.


La scena viene girata. Teo resta sul fondo, tra le altre comparse. Vediamo l’interpretazione di Spencer: è piatta e anonima.


Quella sera  stessa ci ritroviamo alla festa a casa di Teo e Barbara. Claudia e Teo sono fidanzati da anni e vicini al matrimonio. I due si appartano, romantici, ma Teo, pieno di entusiasmo, rovina l’attimo confessando a Claudia che ha un provino per un film il giorno dopo. Claudia ama Teo, ma non vede l'ora che a Teo passino queste paturnie di fare l'attore e decida di mettersi a costruire una vita seria. Teo promette che se andrà male, questo provino sarà l’ultimo: spera di avere la risposta prima della sera del loro anniversario, tra due settimane. I due finiscono a parlare di futuro, di casa, di bambini, della villa già prenotata per il rinfresco del matrimonio tra undici mesi. Stanno per saltare fuori i piccoli dissapori di una lunga relazione, ma gli amici irrompono a sorpresa con i bicchieri e una bottiglia: Barbara e Gigi brindano al compleanno di Teo, e lo incoraggiano per il provino che deve sostenere. Claudia e Teo piombano in un imbarazzo da cui lui esce a fatica con una battuta.


19 marzo. Nel pomeriggio successivo Teo si reca al provino. Lo vediamo attendere: è emozionato.


Arriva il suo turno, entra. Si trova di fronte un regista, un aiuto regista, che Teo conosce, e un produttore esecutivo dalla faccia severa. Il regista gli spiega che ha una bella fortuna: raramente si viene ammessi a un provino di questo rilievo con un curriculum come il suo, poverissimo di esperienze importanti e ricco solo di titoli accademici. Si trova lì perché è stato segnalato proprio dal suo aiuto che l’ha visto recitare. Gli fanno qualche domanda personale poi comincia il provino.


La sera Teo è a cena dai genitori di Claudia; scopriamo che Michele, il regista dello spettacolo teatrale per bambini, è il padre di Claudia. Teo da diversi anni lavora con lui, in spettacoli d’avanguardia.


Teo racconta del provino che ha sostenuto nel pomeriggio, del difficile inizio e dell’entusiasmo con cui il regista poi lo ha salutato. Giulia, la madre di Claudia, riconosce in Teo i sogni e i desideri di suo marito; Giulia è una ex attrice che ha sempre lavorato con Michele e ha creduto nei suoi progetti. I due hanno condiviso tanti teatrini di second’ordine, ma sono felici di aver sempre fatto quello che volevano. Per loro Teo è come un figlio: riconoscono in lui le loro stesse passioni.


Claudia invece ha vissuto sulla propria pelle la complicata vita dei genitori: sempre in giro a cercare fortuna, l’hanno costretta a studiare tra le quinte dei teatri o insaccata nella buca del suggeritore. Claudia prevede per Teo la stessa vita difficile, fatta di tanto lavoro e pochi soldi. Lei invece non ha mai voluto fare l'attrice: è solo una studentessa universitaria che per pagarsi gli studi si è messa a fare la comparsa. Adesso si è appena laureata e sta preparando l'iscrizione all'albo dei veterinari: sua zia Clara, che stasera è a cena con loro, le ha trasmesso questa passione. Nel frattempo, con i soldi messi da parte da lei, quelli risparmiati da Teo e un aiuto dei genitori, i due stanno finendo di ristrutturare il piccolo studio veterinario della zia, che sta andando in pensione.


Durante la cena Michele rivela...