Orfeo Orlando , Intervista su " Repubblica" del 19 ottobre 2010
Compare quasi sempre nei panni del cattivo.
E, nel suo curriculum professionale, il ruolo più amato è stato anche quello più odiato. «Ero un pedofilo in L'uomo che verrà e se lavorare con il regista Giorgio Diritti è stato un grande onore, quella parte mi ha fatto soffrire». A parlare è Orfeo Orlando, bolognese, classe 1958, tra gli interpreti bolognesi, rimasti in «patria», che lavorano con più costanza destreggiandosi con nonchalance tra cinema, tv, teatroe di recente anche spot pubblicitari. Quest'autunno lo si vedrà sul piccolo schermo nella fiction in sei puntate «Cugino & Cugino» per la regia di Vittorio Sindoni al fianco di Nino Frassica e Giulio Scarpati. «E' la prima fiction girata in un carcere vero, quello di Velletri - racconta Orlando - e tra l'altro nel cast ci sono anche veri detenuti sine die. Io sono Ruggero Biasina, professore bolognese finito dietro le sbarre e grande appassionato di quiz a premi». E se questi sono i progetti più popolari, l'attore è anche una presenza del cinema indipendente italiano. «Di recente sono stato la voce narrante di Krokodyle, un horror di Stefano Bessoni, che fatica a trovare un distributore e ho pure preso parte a The Real Life- Prontia tutto, film sul mondo del reality proiettato al festival di Venezia di Roberto Roda, totalmente autoprodotto, dove sono un presentatore senza scrupoli.
Ma la vera novità è che ho deciso di dirigere un piccolo corto».
A farlo passare dall'altra parte della videocamera è stata una sceneggiatura, arrivata via Facebook, da una diciottenne di Ragusa. «Si intitola Lontano e la mia sarà una coregia con la giovane Sarah La Rocca, l'autrice del copione. E' una storia che mi ha commosso, così ho coinvolto un po' di attori, a titolo gratuito, per dar vitaa questa piccola opera che stiamo girando in questi giorni in città». L'altra importante voce del suo curriculum è poi quella del teatro dialettale. «Sto lavorando al nuovo spettacolo Baciami stupido prodotto con il Teatro della Tresca che andrà in scena a febbraio al Teatro degli Alemanni. Ma quest'anno c'è una novità, dal momento che lo porteremo anche a Firenze e dunque sarà recitato in italiano, faremo alcune rappresentazioni non dialettali anche sotto le torri, al Galliera. Un esperimento per vedere se così raggiungiamo un maggior numero di spettatori». Tra un impegno e l'altro dell'attore, c'è, infine, un sogno nel cassetto: «Vorrei un grande film sul Bologna. Anni fa Pupi Avati, il cui fratello Antonio, il produttore, è un vero tifoso, ci aveva pensato. L'idea mi è tornata perché anche Diritti è un appassionato dei rossoblù. Magari unendo le forze...».
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- EMANUELA GIAMPAOLI
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