La lezione di Cannes

in

La cinematografia di Lars Von Trier può piacere o meno; il suo film in concorso, "Melancholia", potrà persino ricevere premi. Qui non è in discussione l'artista. E' in discussione l'uomo e le sue farneticanti dichiarazioni.

Quello che il regista danese ha detto è stato riportato da tutti i giornali del mondo; Lars non ha ritrattato e si è in qualche modo scusato affermando di essere caduto in una provocazione. Questo non è bastato alla Direzione del Festival che lo ha definito "persona non gradita" a causa delle sue "parole intollerabili, contrarie agli ideali di umanità e generosità alla base dell'esistenza del festival".

Insomma la lezione che si può trarre da questa storia è che c'è un limite a tutto. Almeno a Cannes.

Marx