"L'Italia è anche nostra"
E' il titolo della docu-fiction che sto girando sullo stato dell'integrazione in Italia.
In questi mesi di crisi economica il lavoro scarseggia, le aziende chiudono o licenziano, le prime vittime sacrificali sull'altare della lotta alla crisi sono gli immigrati. Non è difficile vedere un immigrato perdere il suo titolo di soggiorno, anche dopo più di 8 anni di contributi lavorativi in Italia, in applicazione delle norme contenute nella legge Bossi-Fini.
Gli episodi dilaganti di xenofobia ed intolleranza nelle città italiane nei mesi scorsi (alcuni con epiloghi molto tragici, di feriti e morti) e poi gli eventi drammatici di Rosarno hanno accentuato il malcontento, la frustrazione e il desiderio di rivolta.
Il malessere finora sopportato ed auto represso per anni, non si riesce più a controllare e lo fanno sapere, minacciando delle azioni di lotta sempre più inedite, drastiche e clamorose: la programmazione di uno sciopero generale degli immigrati il primo marzo 2010, e tante altre manifestazioni ipotizzate, compreso “lo sciopero della spesa”, con il contributo attivo ed altruista di tante forze vive della società civile italiana, desiderose di vedere un'Italia diversa e più solidale.
E' da poco più di vent'anni che l'Italia è diventata una destinazione di immigrazione, e gli italiani, tutto sommato, sono un popolo accogliente. Ma è anche uno dei Paesi in Europa in cui gli immigrati sono meno integrati e occupano gli ultimi posti nella scala sociale. Il paradosso è che molti di loro hanno titoli di studio e una cultura tale da poter ambire a menzioni e qualifiche più specialistiche. Competenze che, se tenute in giusta considerazione, gioverebbero all'Italia stessa.
Il futuro non si annuncia rose fiori, i figli di immigrati nati o cresciuti in Italia, devono aspettare l'età della maturità per acquisire la cittadinanza italiana, non sarebbe un grande problema senno che nel fra tempo devono come i loro padri, andare frequentemente in questura a rinnovare il permesso di soggiorno. Quando si sa cosa implica il rinnovo del soggiorno in Italia, come rigidità delle norme, code interminabili davanti alle questure, tanti mesi di attesa prima di ottenere il documento, a volte prossimo alla scadenza; si può immaginare la frustrazione. Nascere e crescere in un paese che non puoi veramente considerare tuo, anzi, l'ambiente stesso nel quale ti muovi, te lo rinfaccia ogni giorno a volte in modo brutale.
Di conseguenza l'idea di un documentario che cerchi di approfondire il tema dell'integrazione in Italia mi è sembrato molto interessante oltre che opportuno.
- Martin Patrice Ndong Eyebe's blog
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Commenti
Grazie Pat.
Grazie...
Temi scomodi
Hai ragione! Basta vedere quanta fatica per trovare collaboratori, sponsor ed altro.
Comunque vado avanti.
temi scomodi
E' bene far comprendere quale umiliazione produca il calpestare la dignità umana, da qualsiasi luogo essa provenga. Se valorizzata risponderebbe con altrettanta dignità, non è poco.
Sono temi scomodi a chi ha altro per la testa, lo stato italiano e chi lo governa sbaglia da anni e anni perpetuati su ogni fronte, Il nostro è un sistema che fa acqua.. acqua sporca.
Non c'è meritocrazia, non ci sono opportunità di crescita, è necessario inventarsele.. come poteva esser civile sull'Accoglienza ed educare a questa il suo popolo? Solo che qui la materia è oltremodo delicata, la vita è una sola per ogni singolo essere umano italiano o straniero in qualsiasi luogo del mondo questi viva, merita la stessa attenzione che si chiede per se stessi.
Temi scomodi ai malpensanti ma oppurtuni da approfondire. Bravo Martin.
pat