Tutti hanno una storia: Atto di Forza – Total Recall

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Ero appena arrivato in città pieno di aspettative per il mio nuovo lavoro. Essere assunto nella più importante azienda di software per l’intrattenimento del pianeta era il passaporto per una vita agiata e piena di privilegi. Un grande risultato per lo studioso e giudizioso figlio di un elettricista di provincia. Tutti i sacrifici che i miei genitori avevano dovuto sostenere per permettermi di studiare stavano producendo gli effetti sperati. Li immaginavo nel loro negozio di riparazioni elettroniche a vantarsi con i clienti del successo ottenuto dal loro figlio laureato e impiegato alla Total Recall. Mentre pensavo ai miei genitori mi specchiai in una vetrata e pensai che dovevo fare qualcosa per sistemare il mio look: avrei dovuto smettere di indossare camice a quadretti e quel terribile giacchetto marrone. Proseguii sui tapis roulant nella direzione della banchina del treno che mi avrebbe portato direttamente sul posto di lavoro.

Arrivai ad uno snodo quando tutta la stazione fu pervasa da un segnale di allarme. Qualcuno aveva forzato i posti di controllo oltrepassandoli armato di pistola. Dovevo prendere la scala mobile che mi avrebbe portato ai binari del livello superiore ma la curiosità di vedere cosa stesse accadendo mi fece tardare. Mi tornarono in mente le parole che mio padre mi disse prima di abbracciarmi alla stazione: “attento a non metterti nei guai”. Decisi di non dargli peso e mi attardai. Solo quando vidi alcune persone correre verso di me, decisi di assecondare il flusso e salii sulle scale mobili. Ero salito di circa sei o sette gradini quando un uomo, alto e ben piazzato, con un viso da attore del cinema cominciò a farsi largo tra le persone che stavano sulla scala mobile. Era evidente che stesse scappando. Ecco, se mai vi foste chiesti cosa si prova in quei momenti la risposta è PAURA! Mi pentii di non aver dato ascolto alle parole di mio padre; perché mi ero attardato invece di salire su quelle fottute scale mobili per andare in contro al mio futuro?

Quando l’uomo fu alle mie spalle, io ero quasi arrivato alla fine delle scale, fu allora che apparvero alcuni uomini armati di pistola che intimarono all’uomo di fermarsi. Lui estrasse la sua pistola e loro fecero fuoco.

Indovinate un po’ com’è andata a finire? Il povero Nathan Zuckerman, studioso e giudizioso figlio di buona famiglia, laureato in ingegneria informatica e promettente uomo di successo, destinato ad una vita agiata da consumare in compagnia di una moglie devota e circondato da figli e nipoti è stato freddato sulle scale di una metropolitana dal fuoco di alcuni agenti che per fermare il presunto terrorista Douglas Quaid non hanno esitato ad aprire il fuoco sulla folla di esseri umani presenti nella Metropolitana all’ora di punta.

Guarda la scena su YouTube

Commenti

accidenti !

ritratto di pat

Sai MaKo ho visto il video dopo aver letto il tuo post e quelle scene mi hanno messo in difficoltà doppiamente. Uno perché tanta facilità nel mostrare esseri umani (o anche animali) uccisi come fantocci mi indispone emotivamente, sebbene quando il messaggio è realizzato ad arte lo trovo comunque bello e potente. Due perché ho conosciuto Nathan attraverso il tuo racconto e non era più un'immagine qualsiasi necessaria alla sequenza ! 

pat