Complici del silenzio

Era il 1978. In Argentina si disputava l’undicesimo Campionato del Mondo. Per l’Italia scesero in campo Zoff, Gentile, Bellugi (dal 6' Cuc­cureddu), Scirea, Cabrini; Benet­ti, Tardelli, Antognoni; Causio, Rossi, Bettega. Allenava Bearzot. Mentre l’Italia batteva uno a zero la padrona di casa, l’opinione pubblica mondiale era tenuta all’oscuro degli orrori commessi dal regime del Generale Videla perché, come sempre, durante i mondiali di calcio non si deve pensare ad altro.

Nell’Argentina del 1978 i giovani non erano liberi di riunirsi in un bar per una bevuta in allegria senza la paura di qualche rappresaglia da parte dei servizi segreti; nell’Argentina del 1978 i professori di filosofia venivano assassinati perché cercavano di aprire le menti dei loro studenti insegnandogli a pensare. Nell’Argentina del 1978, mentre le Nazionali di tutto il mondo prendevano a calci il Tango (pallone ufficiale di quella edizione), i militari strappavano alle loro famiglie più di 30.000 persone – colpevoli di voler essere liberi (e spesso nemmeno di questo). Nell’Argentina del 1978 il regime, costituitosi per il “Processo di riorganizzazione nazionale”, imbavagliava i giornalisti, non solo quelli argentini, ma tutti quelli che volevano contribuire alla causa della libera informazione; venivano arrestati e torturati tutti i giornalisti stranieri (quelli argentini li uccidevano senza problemi) che provavano a dare voce a chi voleva semplicemente vivere libero nel Paese che amava.

Per nostra fortuna, tutto questo accadeva molto lontano da noi, a circa 11.000 Km dall’Italia, accadeva nell’Argentina dei militari, nell’Argentina dei “desaparecidos”, nell’Argentina Campione del Mondo dell’undicesima edizione dei mondiali di calcio.

A proposito di questo periodo della triste storia Argentina consiglio a tutti il buon film italiano di Stefano Incerti:

“Complici del silenzio” (DVD Surf Video)

Maurizio Gallo (Alessio Boni), giornalista sportivo italiano, arriva a Buenos Aires per i Campionati Mondiali di Calcio del 1978. L'evento sportivo, su cui si stanno accendendo i riflettori di tutto il mondo, è l'occasione per la Giunta militare di Videla per far cadere nell'ombra le gravissime violazioni dei diritti umani che va perpetrando: abrogazione dei diritti costituzionali, sospensione delle attività politiche e di associazione, proibizione dei sindacati, dei giornali, sequestro di attivisti politici sociali e sindacalisti oltre che di alcuni guerriglieri, utilizzo della tortura come forma sistematica per estorcere informazioni e l'avvio dell'applicazione del metodo della sparizione di massa. In seguito all'incontro con Ana, di cui s'innamorerà perdutamente, Gallo si troverà coinvolto in un'intricata vicenda politico-militare che metterà (solo per lui) in secondo piano il grande evento sportivo che lo aveva portato in Argentina.