Viaggio ad Auschwitz

http://www.youtube.com/watch?v=MCk1w594CWI

27 gennaio 2010.. sono passati tanti anni e ci ritroviamo a celebrare un'altra giornata della memoria. Ecco il mio contributo, i miei ricordi.
Sono stata a visitare il campo di Auschwitz anni fa. Era una giornata grigia, una pioggerellina fredda ci inumidiva i vestiti e penetrava nelle ossa, una strana atmosfera che contribuiva ad aprirci gli occhi su un passato troppo poco lontano, una colonna sonora visiva che riportava in ognuno di noi ricordi di immagini viste in film o documentari e di parole lette nei libri. Parole che improvvisamente prendevano vita davanti a noi, in quelle strade, in quelle stanze, negli oggetti raccolti e messi in mostra, oggetti che ancora gridavano, un giocattolo, una pentola, un vestito, tutti con la loro brava didascalia a memoria di chi li aveva vissuti e di chi li aveva lasciati lì tra sofferenze indicibili. Stanze strette, buie, stanze cariche di emozione, cariche di fantasmi che urlano ancora nella testa di chi vi entra, nella mia di certo. Urla, pianti, occhi svuotati di lacrime, non sono le fotografie che mi hanno colpita di più, non sono memmeno le cose nelle bacheche, nemmeno la teca piena di capelli.. mi hanno colpita le voci, mi hanno colpita le scale.. le scale di pietra di edifici costruiti meno di un secolo fa che però erano lise come quelle degli antichi palazzi romanici, scale consumate dal passaggio di migliaia e migliaia di piedi, consumate dal passaggio di migliaia e migliaia di vittime; perchè quando vedi quelle scale ti raggiunge come uno schiaffo la consapevolezza di quanti sono passati di lì e che se ne sono passati così tanti da lì poi sarebbero andati a finire da qualche altra parte.. e c'è ancora chi ha il coraggio di negarlo..
Ricordo ancora che mi guardavo intorno e sentivo un grande silenzio, ricordo che sovrapponevo immagini della mia mente a ciò che vedevo, proiezioni di storie che improvvisamente acquistavano un senso tutto nuovo, terribile e vivo.
Poi il grande campo.. quello che si vede nella maggior parte dei film a tema.. quello dove arriva il treno.. anche noi siamo arrivati da dove arrivava il treno, siamo entrati e saliti sulla torretta principale per avere un'immagine globale.. globale! Quanto è grande? Ma quanto è grande??? Baracche di legno, qualche resto di baracche di pietra, le prime che costruirono, prima di rendersi conto che non c'era tempo per fare le cose in quel modo, troppi ne arrivavano, resti di baracche di cui, dopo la guerra, gli abitanti della zona si sono riappropriati per costruire le loro case, per ricominciare a vivere nonostante l'orrore e il ricordo dell'orrore.. stamberghe buie dove potevo ancora vedere le persone infreddolite, impaurite, no, terrorizzate o forse semplicemente arrese all'evidenza di una fine imminente.
Piangevano? Gridavano? Forse tacevano, immagino un doloroso silenzio..
Ho percorso il chilometro di strada che portava fino ai resti dei forni in fondo al campo; ora tra le macerie c'è un bel monumento dedicato a chi ha vissuto uno degli incubi peggiori che si possano immaginare; uomini come bestie, uomini come oggetti, destinati a non essere più nulla di umano..
Io ricordo.. ricordo ciò che ho visto con i miei occhi, ma ancora di più ricordo le sensazioni, le proiezioni, i pensieri di quel giorno, un giorno che mi è entrato dentro e che oggi, giornata della memoria, voglio condividere con chi, come me, ci è stato, con chi ci andrà e con chi non se la sente (perchè non è un viaggio per tutti).
Vorrei non dovermi vergognare di essere un essere umano.