E tu, cosa facevi quando il muro di Berlino è caduto?

Ognuno di noi ha vissuto la caduta del Muro di Berlino come un avvenimento epocale. Da quel 9 novembre di venti anni fa (era il 1989) le cose sono cambiate: gli USA hanno un Presidente (finalmente) afroamericano, la Federazione Russa ha aperto all’Occidente, le Repubbliche sovietiche sono diventate tutte “Ex” e Rifondazione Comunista non ha più una rappresentanza nel Parlamento italiano.

Barak Obama nel 1989 conosce sua moglie Michelle che sposa nel 1992;

Michail Gorbacev nel 1989 affacciato alla finestra del Cremlino pensava a cosa avrebbe fatto di li a poco, sapendo di essere lui l’ultimo Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica;

Fausto Bertinotti nel 1989 è tra quei comunisti che non accettano lo scioglimento del PCI ma deciderà poi, di seguire il consiglio di Pietro Ingrao e aderì nel 1991 al Partito democratico della Sinistra;

Nel 1989 Francesco Salvi dominava le classifiche italiane con i singoli “C’è da spostare una macchina” e “Esatto”, Madonna con “Like a prayer” viene contestata dalle comunità cristiane ma conferma il suo ruolo di regina delle classifiche mondiali. Il 1989 è anche l’anno di Bennato che con “Viva la mamma” domina l’Estate.

Sempre nel 1989 inizia a Salerno il movimento della Pantera, con un corteo che ha per oggetto la disattesa promessa di una nuova sede per l'Istituto Alberghiero di Mercatello, dove i ragazzi sono costretti a svolgere le lezioni in un edificio fatiscente.

Il 9 novembre del 1989 dopo 28 anni dalla sua costruzione cadeva il Muro di Berlino; dopo cinquant’anni dalla divisione della Germania, un Popolo, milioni di persone, tornavano ad abbracciarsi, ad essere uniti: cominciavano a ricostruire sulle ceneri del loro passato.

 TU, cosa facevi nel 1989 quando il Muro veniva abbattuto? Raccontaci nei commenti a questo post la tua personale storia del Muro di Berlino…

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Commenti

Stavo cenando...

ritratto di Alessandra

Quella sera stavo cenando con i miei genitori e mio fratello e, come ogni sera, la televisione trasmetteva il telegiornale; perchè, a casa mia, quando si era a tavola, si doveva vedere il telegiornale.

Mio padre non voleva sentire storie: visto che tutto il giorno lavorava, la sera, arrivato a casa, voleva vedere il TG. Oh, non c'erano storie da fare: così aveva deciso e così era! Però, devo a questa fissazione paterna, il ricordo di alcune "tragedie" che hanno colpito l'Italia (Strage di Bologna - noi, di ritorno dalla vacanza al mare a luglio, noi, seduti intorno al tavolo mentre nonna portava la pasta, noi, in silenzio ad ascoltare un'edizione straordinaria del TG) ma anche dell'epocale notizia della caduta del muro di Berlino. Ricordo che la televisione trasmetteva immagini di gente assembrata ai varchi per passare dall'altra parte, gente che si abbracciava e festeggiava. Non lo so se, in quel momento, percepivo la grandezza di quello che stava succedendo ma sicuramente ne capivo l'importanza e ricordo la consapevolezza di "stare a guardare" la storia e, in un certo senso, di "farne parte".

Ma quello che veramente mi ha dato il senso della "caduta del muro" sarebbe successo qualche giorno dopo, grazie ad un Mauerspechte... ma questo ve lo racconto nel "mio blog!"

Auf Wiedersehen, Berlin!

 

Alessandra

Scoprivo una cosa...

ritratto di Critic2.0

Il 9 novembre 1989 venne abbattuto il muro di Berlino. Quel giorno, avevo circa diciassette anni ero a casa di alcuni amici, ci stavamo facendo qualche canna ascoltando musica. L’idea era quella di concludere la serata abbarbicato ad una delle ragazze presenti alla festicciola, ma non andò così. Improvvisamente, guardando alla tv le immagini dei berlinesi che abbattevano il simbolo della loro sofferenza, mi tornarono in mente le parole che mi disse mio padre circa otto anni prima, esattamente il 13 maggio del 1981.

Quel giorno, io avevo nove anni, Alì Agca sparò al Papa e io, chiesi a mio padre cosa sarebbe successo se il pontefice fosse morto. Mio padre mi diede una risposta che all’epoca mi terrorizzò e che ad alcuni di voi apparirà bigotta ma vi assicuro di no, mio padre era ateo e di sinistra. Mi disse che se il Papa fosse morto sarebbe arrivato l’Anticristo e il male avrebbe preso il sopravvento. Quella sera tra una canna e un pezzo di muro che cadeva sotto le picconate capii cosa intendeva dire mio padre: le conseguenze di un singolo gesto si ripercuotono sulle moltitudini.

Insomma, voglio dire: se Woitjla fosse morto in quell’attentato con grande probabilità il muro non sarebbe caduto, l’URSS non sarebbe caduta e il mondo in cui sono cresciuto sarebbe stato diverso o meglio, sarebbe stato uguale a quello in cui sono nato e sinceramente preferisco un mondo dove un Afroamericano possa diventare Presidente degli USA e promulgare una legge che estende la copertura sanitaria anche ai poveri. Preferisco vivere in un mondo dove gli sforzi vanno verso il disarmo e non al riarmo, in un mondo dove i diritti umani sono sempre più rispettati anche se ancora non basta.

Insomma, le cose sono due o quella sera mi ero fatto troppe canne o il fatto che il Papa non sia morto per mano di un omicida ha scongiurato l’avvento dell’Anticristo.

Mario - Critic 2.0